GLI STUDI INTERCULTURALI

Isaav Abravanel, La festa del leviatano, 2004, particolare

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La definizione del concetto di intercultura non è univoca e comprende al suo interno sia campi di studio sia metodi di indagine e atteggiamenti diversi rispetto al reale.

In generale, secondo una definizione riconducibile al pensiero femminista e postcoloniale di Gayatri Chakravorty Spivak, si può riconoscere l’intercultura come lo spazio di saperi e pratiche che tentano di approfondire e comprendere le dinamiche di tali confronti, e che cercano di creare da una parte le condizioni per il riconoscimento dell'orizzonte di questi processi, dall'altra l'acquisizione di competenze atte alla piena partecipazione al loro dispiegarsi.

Si tratta quindi di uno spazio culturale, scientifico, metodologico e didattico per sua stessa natura “in-between”, e quindi soggetto a continui riassestamenti e revisioni, nello spirito di un’ormai imprescindibile visione pluralista, inclusiva e in genere aperta degli studi umanistici e degli stessi studi letterari da cui gli studi culturali e interculturali e i loro corollari metodologici hanno avuto origine ormai una trentina d’anni fa e, in alcuni casi fondamentali come quello degli studi femministi, assai prima.

Utilizzando un concetto di Homi Bhabha, potremmo definire questo spazio di attraversamento come “ibridazione” o “spazio del mezzo” o, con una analoga figurazione dello scrittore martinicano Edouard Glissant, “creolizzazione”; né v’è dubbio che si tratti di evoluzioni di tendenze in fondo già tutte comprese – se non altro a livello subliminale – negli studi filologici e letterari più tradizionali, basti pensare all’intertestualità, ma che in questo caso vengono allargati a più culture e livelli di cultura, più lingue e linguaggi, più forme e metodi d’indagine, e ai loro mutevoli rapporti di scontro e incontro.

L’Italia ha visto progressivamente fiorire iniziative editoriali, di studio e di ricerca entro l’orizzonte dei Cultural Studies prima e degli Studi interculturali poi. All’attività di Michele Cometa e al polo di ricerca sugli studi culturali con il portale internet ad essi dedicato (Università di Palermo) si sono affiancate nel tempo iniziative accademiche significative che hanno spostato gradualmente l’attenzione sulla più complessa articolazione degli studi interculturali con la fitta rete di implicazioni e rimandi teorici e pratici che questo orientamento delle indagini comporta (ricordiamo in particolare l’Università di Padova nella quale è attivo un Master in Studi interculturali e l’Università di Firenze che, almeno fino all’ultima riduzione degli ordinamenti, aveva un Corso in Studi Interculturali).

Ci preme altresì da ultimo ribadire che, a nostro modo di vedere e nelle nostre intenzioni, l'orientamento di studi qui proposto si fonda sull’antica tradizione dell’Ateneo romano “Sapienza”, sede storica di insegnamenti multidisciplinari nell’arena degli studi umanistici. Questa illustre eredità si coniuga, nel nostro progetto, con le esigenze scientifiche contemporanee che propugnano una sinergia e uno scambio trasversale, trans- e interdisciplinare, in grado di produrre nuovi sensi e nuovi approcci rispetto alle metodologie consolidate di analisi e studio dei “testi della cultura”, ivi compresi, e anzi privilegiati, i testi letterari.