Corso Sperimentale di Visual Thinking Strategies per la formazione del medico di medicina generale e per i suoi skill professionali

CORSO DI FORMAZIONE SPECIFICA IN MEDICINA GENERALE  ASL RM 1 – Coordinatore Dott. Luigi Milani 

Corso Sperimentale di Visual Thinking Strategies per la formazione del medico di medicina generale e per i suoi skills professionali (coordina V. Ferrara)

 Corso 14°

III anno

L’osservazione dell’Arte e la pratica laboratoriale per la formazione del Medico

3 giugno 2016 seminario in aula S. Maria della Pietà 14:30-18:30

15 giugno 2016 pratica in aula S. Maria della Pietà 14:30 -18:30

L’iconodiagnostica e la pratica laboratoriale per il miglioramento dell’”occhio clinico”

14 ottobre 2016 in aula S. Maria della Pietà 14:30-18:30

21 ottobre 2016 Seminario in aula 14:30 -18:30

 

Corso 15°

 II anno

L’osservazione dell’Arte e la pratica laboratoriale per la formazione del Medico

 

29 settembre 2016 seminario in aula  14:30-18:30

6 ottobre 2016 pratica al museo (da definire) 14:30 -18:30

III anno

L’iconodiagnostica e la pratica laboratoriale per il “miglioramento dell’occhio clinico”

 

anno  2017 pratica in museo  da definire 14:30-18:30

anno  2017 Seminario in aula 14:30 -18:30

 

L’osservazione dell’Arte e la pratica laboratoriale per la formazione del Medico

 

BackGround

A partire dagli anni ’60 si sviluppa la disciplina delle medical humanities dall’esigenza di arricchire gli studî nelle scienze mediche con le discipline umanistiche. Nella convinzione che la medicina sia qualcosa di più che un insieme di conoscenze e di abilità tecniche, gli educatori medici hanno ritenuto importante inserire materie umanistiche come arte, letteratura, filosofia, etica, storia, nel programma di studî formativi di un buon medico. Infatti negli ultimi decenni, mentre da un lato abbiamo assistito a progressi in campo medico sul fronte della ricerca, delle analisi strumentali e di laboratorio, con il risultato di una efficacia migliore nella diagnosi e nella cura, dall’altro si è verificato un aumento dei costi per il ricorso a tali strumenti, molte volte non necessari, con la conseguente congestione dei laboratori e un aumento dei falsi positivi. Il motivo sta nella perdita di interesse da parte del medico nell’esame fisico del paziente e nell’inadeguato insegnamento della Semeiotica, ovvero la disciplina medica che studia segni e sintomi per giungere ad una diagnosi. Poiché solo una corretta diagnosi guida la decisione di una terapia adeguata, è necessario implementare l’insegnamento della semeiotica per formare medici preparati. In tale contesto L’arte appare essere un utile veicolo per il miglioramento dei alcune competenze utili alla professione medica o sanitaria. Gia’ dal 2003-2004 ad Harward si svolgono lezioni utilizzando l’approccio didattico della Visual Thinking Strategies (VTS), una pratica che utilizza  l’osservazione dell’Arte per il miglioramento di alcune competenze relative allo sviluppo di capacità di osservazione, descrizione e analisi, incrementare le abilità visive e descrittive, sviluppo di ipotesi attraverso il lavoro in team. Altro tema che intreccia le discipline artistiche e mediche è rappresentato dalla presenza delle patologie. Questo aspetto ha interessato molto i medici che hanno potuto, attraverso l’osservazione della rappresentazione della figura umana nel corso dei secoli, rintracciare la presenza di alcune patologie oggi, per fortuna, debellate come la peste. E’ in questo ambito che da qualche anno viene sperimentata la Iconodiagnostica mediante l’osservazione del corpo rappresentato in opere d’arte. Far sperimentare agli studenti o ai professionisti questa pratica con l’arte puo’ sviluppare, accompagnata alla VTS, il cosiddetto “occhio” clinico.

 

OBIETTIVI

Al termine del Seminario i partecipanti avranno acquisito alcune conoscenze della metodologia della VTS che se praticata potrà sviluppare  :

  1. a) la capacità di osservare i dettagli significativi;
  2. c) la capacità critica ed argomentativa;
  3. d) la capacità di apprezzare il ruolo dell’arte visiva come strumento formativo;
  4. e) la capacità di lavorare in team.
  5. f) la capacità di ipotizzare diagnosi e la capacità di provare con evidenze
  6. g) l’empatia con il paziente

 

 

STRUTTURA DEL  SEMINARIO

Il SEMINARIO sara’ articolato in due incontri:

  • lezione in aula sulle tematiche dell’arte e la medicina e introduzione, con pratica della VTS di 4 ore
  • applicazione della VTS in un Museo e breve visita guidata di 4 ore

 

PROGRAMMA SEMINARIO IN AULA

 

LA MEDICINA NELL’ARTE – (V. Ferrara)

La Visual Thinking Strategy per la formazione del medico  (V. Ferrara)

L’osservazione dell’arte  e pratica VTS (C. Staffoli)

 

 

 

 

L’iconodiagnostica e la pratica laboratoriale per il “miglioramento dell’occhio clinico”

 

BackGround

A partire dagli anni ’60 si sviluppa la disciplina delle medical humanities dall’esigenza di arricchire gli studî nelle scienze mediche con le discipline umanistiche. Nella convinzione che la medicina sia qualcosa di più che un insieme di conoscenze e di abilità tecniche, gli educatori medici hanno ritenuto importante inserire materie umanistiche come arte, letteratura, filosofia, etica, storia, nel programma di studî formativi di un buon medico. Un tema che intreccia le discipline artistiche e mediche è rappresentato dalla iconodiagnostica disciplina che applica l’analisi medica per lo studio di opere d’arte. Tali opera come dipinti o statue possono essere attentamente esaminate in dettaglio per verificare lo stato di malattie. Questo metodo di diagnostica retrospettiva basata sullo studio delle immagini è stato introdotto nel 1983 da Anneliese Pontius, psichiatra  dell’Università di Harvard, intenta a dimostrare l’antica presenza della sindrome di Crouzon nelle isole Cook.  Questo aspetto ha interessato molto i medici che hanno potuto, attraverso l’osservazione della rappresentazione della figura umana nel corso dei secoli, rintracciare la presenza di alcune patologie oggi, per fortuna, debellate come la peste. L’interesse per la patologia attraverso l’arte non è comunque una “scoperta” degli ultimi anni, troviamo infatti anatomopatologhi dei primi del ‘900 che guardano alle opere d’arte con interesse. La natura del lavoro negli artisti ne fa degli eccellenti osservatori. Essi catturano ogni più piccolo particolare del corpo delle figure rappresentate registrando anche le condizioni fisiche dei loro modelli. Ed è per questo motivo che i medici possono esercitare le loro capacità di osservazione per descrivere patologie di modelli in dipinti del passato. Far sperimentare agli studenti o ai professionisti questa pratica con l’arte puo’ sviluppare il cosiddetto “occhio” clinico.

  

OBIETTIVI

Al termine del Seminario i partecipanti avranno acquisito alcune competenze relative a:

  1. a) la capacità di osservare i dettagli significativi;
  2. b) la capacità di intuire;
  3. d) la capacità di apprezzare il ruolo dell’arte visiva come strumento formativo;
  4. e) la capacità di lavorare in team.
  5. f) la capacità di ipotizzare diagnosi e la capacità di provare con evidenze

STRUTTURA DEL  SEMINARIO

Il SEMINARIO sara’ articolato in due incontri:

  • Un primo incontro presso un museo per la lettura di una o piu’ opera in chiave diagnostica (4 ore)
  • Un secondo incontro in aula per la presentazione della pratica laboratoriale in museo da parte degli specializzandi e discussione (4 ore)

 

PROGRAMMA SEMINARIO IN AULA

 

La medicina nell’arte – (V. Ferrara – C. Staffoli

Presentazione della pratica laboratoriale da parte degli specializzandi

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